Studio Begnini

Pubblicazione del volume IS THE LOUVRE MONA LISA LEONARDO’S SECOND VERSION?

Prof. Salvatore Lorusso
con la collaborazione di Angela Mari Braida e Andrea Natali
«Le prove in questo volume sono così convincenti che credo si possano finalmente mettere a tacere le grandi questioni sulla Mona Lisa di Leonardo»
JEAN-PIERRE ISBOUTS

COMUNICATO STAMPA

«L’Erma» di Bretschneider pubblica il volume Is the Louvre Mona Lisa Leonardo’s second version? del Prof. Salvatore Lorusso, con la collaborazione di Angela Mari Braida e Andrea Natali. Il libro offre una nuova e sorprendente risposta a una delle domande più importanti della storia dell’arte. Le prove dimostrano che Leonardo dipinse due Monna Lisa, un primo ritratto nel 1503-06 ca., e un secondo, la Mona Lisa del Louvre, fra il 1513 e 1516.

Questo libro si è reso necessario a seguito di recenti ritrovamenti storico-scientifici che mettono in luce aspetti relativi al dipinto di Leonardo la Mona Lisa (Gioconda), conservato nel Museo del Louvre. Gran parte di ciò che si credeva sul ritratto del Louvre è ora messo in discussione dalle prove fattuali, in gran parte emerse di recente, che raccontano una storia completamente diversa da quella accettata per decenni. Il libro fornisce nuove rivoluzionarie conclusioni per la storia dell’arte rinascimentale, considerando che prima degli anni 90 del secolo scorso, per citare Greenstein, la maggior parte degli storici dell’arte credeva che le questioni sulla Mona Lisa “fossero risolte”. 

Le analisi e le conclusioni inequivocabili di Lorusso cambieranno il punto di vista consolidato della maggior parte degli esperti e degli studiosi. Fino ad oggi le prove addotte hanno ricevuto poca attenzione o sono passate inosservate, se non addirittura ignorate. I documenti storici e le analisi scientifiche di questo libro mettono in discussione dogmi e assunti sulla Mona Lisa del Louvre, che si sono progressivamente affermati nel corso degli anni, pur essendo sempre apparsi incompatibili con i fatti. Lorusso presenta ulteriori prove concrete che contraddicono alcune delle opinioni ancora sostenute da un certo numero di noti esperti.

Dato che l’esecuzione del ritratto originale di Lisa può ora essere datata in modo affidabile, qualsiasi dubbio sul fatto che il ritratto del Louvre sia il primo deve essere posto in relazione con la cronologia dell’opera di Leonardo. Di conseguenza questo volume non si occupa dell’identità della donna nel ritratto del Louvre o del motivo per cui Leonardo lo abbia dipinto, ma di quando fu eseguito. Le significative testimonianze presentate in ogni capitolo dimostrano, con ragionevole certezza, che Leonardo dipinse due distinti ritratti della Mona Lisa con caratteristiche diverse in tempi diversi: la prima versione incompleta e la successiva completa, stilisticamente e strutturalmente differente dalla prima.

L’autore presenta ed esamina tutti i documenti rilevanti, le indagini, i risultati dei test e le opinioni dei massimi esperti in relazione alla questione se la Mona Lisa del Louvre sia l’unico ritratto di Lisa del Giocondo eseguito da Leonardo. In particolare si evidenziano due aspetti fondamentali: in primo luogo, un’analisi approfondita dei documenti originali, cioè delle fonti storiche e dei dati analitici; in secondo luogo, un’analisi critica di numerose pubblicazioni di esperti di Leonardo.

Molti di essi sostengono ancora che la Mona Lisa del Louvre sia stata iniziata nel 1503 ca. e che Leonardo vi lavorò fino alla fine della sua vita nel 1519. Allo stesso tempo però molti di essi forniscono anche indicazioni significative di come il dipinto del Louvre non possa essere il ritratto originale di Lisa, iniziato da Leonardo a Firenze intorno al 1503. Il libro presenta prove di come il dipinto del Louvre sia in realtà la seconda versione. Ad esempio: Vasari descrive la Mona Lisa in modo molto dettagliato, ma non può aver visto la versione del Louvre. Però Clark, Langton-Douglas e altri esperti suggeriscono che Vasari debba aver visto la Mona Lisa originale, Marani concorda che molto probabilmente fu così. Pedretti e Isbouts traggono l’ovvia conclusione: stava descrivendo un dipinto diverso.

Bramly, Hohenstatt, Vezzosi, Nicholl, Kemp, Vecce, Clark, Pedretti e altri hanno più volte affermato che la Mona Lisa del Louvre è caratteristica dello stile tardo di Leonardo, eseguita sicuramente dopo il 1510, se non più tardi. Tuttavia, un documento del 1503 conferma che Leonardo stava dipingendo la Mona Lisa in quell’anno, di conseguenza quella del Louvre sarebbe una versione successiva.

Per giustificare la data iniziale, molti esperti hanno suggerito che il soggetto dell’opera del Louvre fosse stato dipinto nel 1503 e che negli anni successivi Leonardo avesse dipinto lo sfondo ed altri elementi. Tuttavia, i recenti dati forniti dal Centre de Recherche et de Restauration des Musées de France (C2RMF), analizzati in dettaglio da Lorusso, mostrano che il soggetto nel ritratto del Louvre è stato dipinto dopo gli elementi di sfondo.

Delieuvin e Tallec così come Zöllner affermano che lo schizzo della Mona Lisa di Raffaello del 1504 doveva essere basato su una versione diversa, con le colonne intere. Mentre a loro avviso questa diversa versione sarebbe stata basata su un cartone (ora perso), il documento del 1503, sopra citato, conferma l’esistenza di un dipinto diverso dalla Mona Lisa del Louvre, in quanto quest’ultimo non ha mai avuto tali colonne.

Gonzalez Mozo, Bambach, Marani, Zöllner e altri suggeriscono che la copia della Mona Lisa nel Museo del Prado sia stata probabilmente dipinta contemporaneamente alla Mona Lisa del Louvre da un allievo di Leonardo. Questo perché le stesse modifiche furono apportate ad entrambi i lavori. È quindi molto improbabile che la Mona Lisa del Louvre sia stata dipinta nell’arco di un lungo periodo di tempo. Ulteriori prove sono fornite dai risultati scientifici del C2RMF che mostrano che la figura e l’intero sfondo sono stati dipinti in un breve lasso di tempo come un insieme. Di conseguenza, la figura, insieme al paesaggio e allo sfondo, fu dipinta fra il 1513 e 1516, per cui il dipinto descritto dal Vasari e nel suddetto documento di Heidelberg del 1503 e abbozzato da Raffaello nel 1504 deve riferirsi a una diversa versione precedente.

I capitoli sono ordinatamente organizzati, ciascuno introducendo una fonte di informazione che viene trattata riportando i pareri e i commenti degli esperti con le relative pubblicazioni, seguita dalla discussione degli aspetti fondamentali e dalla conclusione. Infine, le varie conclusioni di ciascun capitolo vengono riunite fornendo una chiara e sensata risposta alla domanda posta nel titolo del volume. Lorusso fornisce inoltre un profilo della prima versione del dipinto. Si può quindi concludere che la Mona Lisa del Louvre sia un’opera eseguita più tardi della prima versione e che sia la seconda versione del dipinto di Leonardo.

Nota sull’autore

Salvatore Lorusso, già professore ordinario all’Università di Bologna. Bologna è l’ateneo più antico del mondo, che vanta eminenti alunni quali Albrecht Dürer, Erasmo, Copernico, Petrarca, Tommaso Becket, Umberto Eco e ben cinque papi. Con un profondo interesse sia per l’arte che per la scienza, Lorusso è stato tra i fondatori della prima Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali in Italia ed è editor-in-chief della Rivista storico-tecnica “Conservation Science in Cultural Heritage” dove le scienze umane e le scienze sperimentali incontrano le arti. La sua profonda esperienza ed erudizione sia nella scienza che nell’arte è dimostrata in oltre 440 pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali e 24 volumi. La sua esperienza costituisce una combinazione ideale di scienza e arte rispetto alle complesse determinazioni di autenticità e attribuzione nel campo degli antichi maestri, argomento su cui ha recentemente scritto un’importante pubblicazione. Negli ultimi anni è emerso come esperto di dipinti di Leonardo con particolare attenzione alla Mona Lisa ed è autore di diverse opere sul tema.

INFO

Editore     «L’Erma» di Bretschneider – Roma

Prezzo       € 120 per le istituzioni | € 75 per i privati

Pagine       136 a colori pp. – copertina rigida

Ufficio stampa       StudioBegnini | info@studiobegnini.it |

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